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Atmosfere sociali
Una vita tanti lavori. L'italia degli "atipici" tra vulnerabilità sociale, reti familiari e auto-imprenditorialità


unavita tanti lavoriIl tema della flessibilità del lavoro ha acquisito negli ultimi anni un rilievo crescente nel dibattito politico e scientifico. Studiosi, politici e dirigenti del mondo sindacale e imprenditoriale hanno offerto diverse diagnosi sulle principali trasformazioni in atto nell'economia globale e, più in particolare, nel mercato del lavoro tardo-capitalistico.

In breve, il lavoro atipico è diventato un motivo di riflessione talmente ricorrente da alimentare il "mito della flessibilità". Nella maggior parte dei casi, tuttavia, i nuovi lavori (dagli ex co.co.co , ai contratti a progetto, sino a giungere ai cosiddetti lavori "a chiamata") vengono analizzati in rapporto al passato industriale: così facendo, si oppone la precarietà e la discontinuità delle odierne modalità di occupazione flessibile alla stabilità ed alla continuità del "posto fisso". A ben vedere, questa visione contrapposta non aiuta a comprendere gli attuali scenari sociali: infatti, ci dice solo che cosa non è più il lavoro, ma non cosa sarà in futuro.

Il volume presenta i risultati di un'indagine sul lavoro atipico in Italia, nata dalla collaborazione fra Iref e Censis. La ricerca, realizzata su un campione rappresentativo di lavoratori flessibili, combina metodi qualitativi e quantitativi, al fine di approfondire la condizione complessiva degli intervistati: la loro posizione nel mercato del lavoro; le strategie per dare continuità ad esperienze lavorative disarticolate; il ruolo di sostegno delle reti familiari e amicali; i progetti di vita e le aspettative professionali.

L'indagine fa emergere un quadro ricco ed articolato, dove i costi e i benefici della flessibilità si distribuiscono in modo differente a seconda del grado di vulnerabilità sociale dei lavoratori "atipici". Quest'ultimo aspetto ha delle ripercussioni rilevanti per la riforma del mercato del lavoro. Il nuovo welfare , infatti, dovrà inevitabilmente tener conto del carattere mutevole delle biografie dei "flessibili" (in sostanza dei loro punti di forza e di debolezza). Nella parte conclusiva del libro, vengono sviluppate alcune idee e proposte per far sì che la flessibilità del lavoro non rischi di diventare sinonimo di insicurezza esistenziale.

Danilo Catania è ricercatore presso l'Iref. Si occupa in particolare degli aspetti metodologici della ricerca. È autore di indagini e studi sull'economia locale e sulle prospettive di sviluppo del welfare state . Ha pubblicato diversi saggi su questi argomenti.

Concetta M. Vaccaro esperta di politiche sociali e di valutazione dei servizi, è direttore di ricerca e responsabile del settore Welfare e diritti di cittadinanza della Fondazione Censis. Si occupa di studi e ricerche sugli aspetti centrali delle politiche sociali, con particolare riferimento ai problemi e le prospettive evolutive di sanità, previdenza e politiche socio-assistenziali. È autrice di numerosi saggi ed interventi su tali temi.

Gianfranco Zucca è ricercatore presso l'Iref, dove si occupa di metodologie qualitative; inoltre svolge studi e ricerche sulle nuove tecnologie applicate al mondo del lavoro e alla formazione professionale.


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